Il progetto Monasterium: una panoramica generale

Progetto Monasterium. Per chi si occupa da tempo di archivi storici non costituirà certo una novità, eppure questo progetto a carattere europeo rimane ancora un mistero per la maggior parte dei responsabili degli archivi ecclesiastici. Ed è un vero peccato perché aderirvi può significare non solo inserirsi nell’ottica di una valorizzazione internazionale del proprio patrimonio archivistico, ma soprattutto partecipare a una rete di lavoro europea di altissimo livello.

A questo proposito ho contattato la dott.ssa Antonella Ambrosio, referente per l’Italia del progetto Monasterium, e le ho chiesto se fosse disponibile a rispondere ad alcune domande volte a far comprendere meglio obiettivi e scopi di un simile progetto. La dott.ssa Ambrosio e la dott.ssa Maria Rosaria Falcone, che ringrazio di cuore per la loro disponibilità e cortesia, hanno risposto a tutte le nostre domande e il risultato è il testo che potete leggere qui sotto.

1. Cos’è il progetto Monasterium, come si è sviluppato e quali sono le sue finalità?

Portale MonasteriumIl progetto Monasterium nasce in Europa centrale agli inizi degli anni 2000, grazie alla collaborazione di un gruppo di archivisti, studiosi della documentazione ed informatici (in larga parte austriaci e tedeschi), che aveva intuito l’importanza della condivisione della documentazione storica intesa come comune patrimonio della cultura scritta. Il progetto si propone di mettere a disposizione sul portale ad esso connesso documenti medievali e della prima età moderna (per la maggioranza in unità sciolte pergamenacee, riprodotte recto-verso).

Attualmente sono presenti più di 400.000 documenti, derivanti dalle collezioni digitali delle 60 istituzioni (archivi, università, centri di ricerca) appartenenti ai 14 paesi europei che costituiscono il network di Monasterium(1). In questa sede si intende per archivio digitale il complesso delle fotografie e di dati e di metadati connessi ai documenti, un modello intuito già da Andrea Zorzi («Documenti, archivi digitali, metafonti» in Archivi & computer. Automazione e beni culturali, 10 (2000), pp. 274-29) e teorizzato da Patrick Sahle («Digitales Archiv – digitale Edition: Anmerkungen zur Begriffserklärung» in Literatur und Literaturwissenschaft auf dem Weg zu den neuen Medien. Eine St andortsbestimmung, 2007, 64–84).

Home MOM-CAI documenti presenti nel portale sono descritti grazie all’utilizzo del software: MOM-Ca, implementato dall’Università di Colonia, dove si è costituita un’apposita equipe per il progetto e per la gestione e la descrizione dei documenti medievali, coordinata da Manfred Thaller (pioniere in Europa delle Digital Humanities), che  ora lavora all’Institut für Dokumentologie und Editorik). Il software MOM-Ca è dotato di alcuni strumenti che permettono di realizzare l’attività collaborativa, configurata come un work in progress. Attraverso la registrazione nel portale, un utente può inserire e modificare i dati relativi ai documenti, i quali prima di essere pubblicati, devono essere approvati da un “moderatore”, un esperto della documentazione che, con la sua supervisione, garantisce la scientificità dei dati.

Una volta approvati, i dati confluiscono nel motore di ricerca interno al portale, che permette di effettuare ricerche di vario tipo: per lemma, per persona, per luogo, per archivio, in tutti le collezioni digitali presenti.

Home ICAR-USL’intero progetto ha alle spalle, da molti anni, una validissima piattaforma istituzionale, l’Icarus – International Centre for Archival Research. Icarus è un’associazione non profit, costituita nel 2008 con sede in Vienna, composta da più di 160 enti pubblici (archivi, università, istituti di ricerca), presenti in 23 stati europei ed in Canada.

L’associazione è nata con l’obiettivo principale di realizzare e promuovere progetti di pubblico interesse in ambito archivistico e che in generale riguardino le fonti storiche e la loro messa a disposizione online, gestendo una serie di portali internazionali tra i quali Monasterium.Net.

Home ENArCIn Italia il progetto Monasterium è coordinato da Antonella Ambrosio, ricercatore di Paleografia presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli Federico II, la quale, sin dal 2008, ha promosso la costituzione di un gruppo di lavoro e di ricerca per Monasterium (Monasterium Italy working group). Questo gruppo è stato supportato da due progetti europei di cooperazione internazionale, ENArC – European Network on Archival Cooperation, (EU Culture Programme 2007-2013, concluso nell’aprile 2015) e co:op-community as opportunity, (EU, Creative Europe 2014-2020); per le attività del gruppo di Napoli all’interno dei progetti consulta il sito ENArC UNINA e co:op UNINA.

2. Chi vi può partecipare ed in che modo può aderire al progetto e quali sono le garanzie che fornite agli archivi che vi aderiscono (ad esempio rispetto ai problemi di copyright)?

Monasterium è aperto ad accogliere proposte di realizzazione di collezioni digitali da parte degli archivi (siano essi statali, pubblici o ecclesiastici), degli enti votati alla conservazione della documentazione, ma anche da parte di persone fisiche, proprietarie, ad esempio, di archivi di famiglia. L’adesione è semplice e gratuita. L’ente che aderisce a Monasterium entra a far parte di un consorzio di archivi, università e istituti di ricerca attraverso la sottoscrizione di una convenzione tra Icarus/Monasterium e l’ente stesso. La convenzione è finalizzata a stabilire un accordo riguardo ai tempi, alle modalità e alle responsabilità nella creazione di una banca dati digitale (dalla digitalizzazione all’immissione dei metadata). L’accordo ha anche uno scopo di tutela, in primis dei diritti di copyright che, naturalmente, restano dell’ente conservatore. L’ente può decidere, in tal senso, di far imprimere sull’immagine il logo del proprio istituto in filigrana e per quanto concerne l’utilizzo delle riproduzioni, esse restano libere nell’impiego per motivi di studio ma, in caso di una pubblicazione, è necessaria un’espressa autorizzazione da parte dello stesso istituto.

Per Monasterium è fondamentale che l’istituto che aderisce al consorzio si dichiari disponibile ad utilizzare standard di digitalizzazione elevati per garantire la piena leggibilità e fruibilità del documento in rete e che s’impegni a fornire, per ogni documento, i dati minimi della segnatura e della data cronica.

3. Perché un archivio dovrebbe aderirvi e quali sono i vantaggi del partecipare a un simile progetto?

Esempio di riproduzione documentariaIn generale un archivio che aderisca al progetto opera una chiara scelta di valorizzazione del proprio istituto e del proprio patrimonio archivistico. Nello specifico, ecco le opportunità offerte dal progetto:

  • far conoscere su scala internazionale il patrimonio archivistico locale;
  • gestire una cospicua mole di documentazione su una piattaforma internazionale, continuamente manutenuta ed aggiornata, in maniera assolutamente gratuita;
  • lavorare in maniera collaborativa con un gruppo esteso di ricerca;
  • costituire un archivio digitale caratterizzato dal work in progress, digitalizzando pian piano i nuclei documentali;
  • collaborare a distanza, supportati in ogni fase del lavoro (dalla digitalizzazione alla pubblicazione sul portale dell’archivio digitale);
  • inserire, modificare, raffinare i dati, sul lungo periodo;
  • rendere fruibile per la ricerca la documentazione digitalizzata ad alta risoluzione;
  • effettuare ricerche approfondite nel motore di ricerca di Monasterium;
  • Home Archives Portal Europeconnettere risorse digitali già esistenti al portale Monasterium attraverso un apposito collegamento (potrebbe essere il caso di progetti previ di digitalizzazione della documentazione di carattere regionale e locale) e da qui a portali ancora più ampi quali Archives Portal Europe e Europeana.

4. Qual è l’impegno che si richiede a un archivio che decida di aderire al progetto (in termini di costi, personale, ecc.)?

Il progetto Monasterium si fonda su un principio di cooperazione tra le parti. L’impegno di un archivio viene dunque stabilito nei seguenti termini:

  • organizzazione materiale della documentazione e monitoraggio della digitalizzazione presso il proprio istituto.

Per un istituto non vi sono costi vivi, ricordiamo che l’adesione è libera e gratuita, ma una collaborazione in forma di cofinanziamento che si esplica nel lavoro eseguito da uno o più referenti dell’istituto.

Quando possibile, per la digitalizzazione, l’istituto utilizza il proprio laboratorio di fotoriproduzione. In alcuni casi, però, è possibile richiedere ed ottenere un supporto economico per la digitalizzazione affidata a ditte esterne.

Antonella Ambrosio, in qualità di coordinatrice del progetto Monasterium in Italia e vice presidente di Icarus, insieme con il gruppo di lavoro dell’Università di Napoli Federico II, è il referente a cui rivolgersi per ottenere informazioni e per avviare la partecipazione al progetto sia per quanto concerne gli aspetti burocratici, che per quelli tecnico-scientifici. Grazie a questa intermediazione, è possibile stabilire la tipologia di supporto (scientifico, tecnico, economico) e le modalità per la sua concretizzazione in un regime di piena collaborazione tra le parti.

Di seguito i riferimenti:

antonella.ambrosio@unina.it

info@monasterium-italia.net

Per un approfondimento riguardo a Monasterium consulta: Maria Rosaria Falcone, «Il portale Monasterium.Net. Documenti in rete e archivi digitali» in Atti del convegno Manuscript digitization and on line accessibility. What’s going on? International Workshop, Roma, Biblioteca Vallicelliana, 23 ottobre 2014, a cura di Elisabetta Caldelli, Marilena Maniaci, Stefano Zamponi, pubblicati in Digitalia. Rivista del digitale nei beni culturali, 2 (2014), 67-77.

(1) I dati numerici sugli archivi digitali in Monasterium.Net sono aggiornati al 16/10/2015.

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