Dalla conservazione alla conversazione – Il portale archivistico del Carmelo di Lisieux

Archives du Carmel de Lisieux - Homepage

Homepage del sito: Archives du Carmel de Lisieux

Se un Istituto religioso cercasse un’idea su come valorizzare in rete il proprio patrimonio archivistico, credo che un ottimo punto di partenza potrebbe essere il sito dell’Archivio del Carmelo di Lisieux.

Si tratta di un portale in cui viene presentato l’intero fondo archivistico (scritti, lettere, disegni, ecc.) di Santa Teresa del Bambin Gesù e del Santo Volto (meglio conosciuta col nome di Santa Teresina di Lisieux).

Il sito prevede quattro sezioni principali:

  1. “Opere” (“Oeuvres”): in cui è possibile consultare la scansione delle pagine degli scritti di Teresa del Bambin Gesù corredata ciascuna di una trascrizione della stessa (un modo interessante di poter leggere ed interagire con gli autografi della santa).
  2. “In famiglia” (“En famille”): da qui è possibile approfondire l’entourage familiare in cui Teresa è nata e cresciuta, fino al suo ingresso nel monastero carmelitano di Lisieux.
  3. “Al Carmelo” (“Au Carmel”): l’ingresso nel monastero carmelitano di Lisieux, la sua comunità, lo stile di vita, ecc. Uno sguardo su come si svolgevano le giornate di Santa Teresina e delle sue consorelle.
  4. “Dopo il 1897” (“Après 1897”): la pubblicazione degli scritti di Teresa, la diffusione del suo pensiero, il processo di canonizzazione, gli studi. Tutti gli aspetti di un percorso che hanno reso un’anonima carmelitana scalza della fine del XIX secolo, una delle sante più amate e invocate nella Chiesa cattolica.

A queste sezioni se ne affiancano poi tante altre volte ad aiutare l’utente a comprendere al meglio il panorama storico, familiare, religioso e finanche pratico in cui si è mossa Santa Teresina.

Particolare menzione merita una sorta di quinta sezione, definita “Bottin” (letteralmente “elenco del telefono”), si tratta di un elenco alfabetico delle persone che hanno avuto contatti diretti con Santa Teresina dove, per ciascuna di esse, si forniscono brevi indicazioni biografiche.

Il motore di ricerca interno, supportato da una capillare attività di indicizzazione, permette di poter realizzare una ricerca trasversale su tutti gli scritti di Teresina, le lettere, le testimonianze, gli articoli, gli studi, ecc.

Ma come è nato e si è sviluppato questo progetto? Tutto prende avvio con l’opera di sr. Marie de la Trinité, la novizia prediletta di Teresina, la quale provvide a conservare le carte della santa assieme ai suoi oggetti, le immagini e le testimonianze che la riguardavano. Le carmelitane hanno poi provveduto a conservare anche tutto il materiale, relativo a Santa Teresina, che veniva loro inviato da ogni parte del mondo.

È solo negli anni ’60 del XX secolo che si inizia un’opera generale di ordinamento e inventariazione. I documenti vengono disposti in cartelle e per ciascuna di esse si provvede a redigere un’apposita scheda di descrizione. Negli anni ’90, abbiamo l’intervento di Mons. Brincart e Mons. de Germiny, provenienti entrambi dall’Ecole nationale des chartes, i quali ottengono la collaborazione di uno dei quattro ispettori degli Archives des France (un organismo del Ministero della cultura francese corrispondente alla nostra Direzione generale per gli archivi). È a quest’epoca che le schede vengono digitalizzate e, sotto la supervisione di M. Jean-Pierre Mitsch, direttore emerito del servizio informatico dell’Université de Louvain, riversate in appositi programmi di gestione di banche dati che permettono ricerche avanzate sui dati inseriti. Attualmente sono consultabili circa 100.000 schede di differenti materiali (documenti, volumi, immagini, oggetti, ecc.).

Colpisce senza dubbio l’apertura dimostrata dalle carmelitane, le quali – pur appartenendo a un ordine claustrale – hanno messo in piedi questo utilissimo portale per passare «de la conservation à la conversation».

Piccola nota archivistica

Senza nulla togliere all’importanza e all’utilità di questo straordinario strumento vorrei solo sottolineare alcuni difetti metodologici (a livello archivistico, ovviamente) che spero possano essere presi in considerazione da chi volesse approntare operazioni similari:

  1. L’ordinamento della documentazione non è stato curato da un archivista. Ciò fa sì che venga compreso nel termine “archivio”, ciò che non costituisce di per sé un fondo archivistico in senso stretto (ad esempio, gli abiti e gli oggetti appartenuti a Santa Teresina). Del resto è solo alla fine del XX secolo che si è avuto l’intervento di persone preparate in archivistica (il problema di fondo rimane l’annosa questione della mancanza di un coordinamento e di regole condivise per i religiosi, ma su questa tematica torneremo in altri articoli).
  2. Si ha la netta sensazione che l’ordinamento della documentazione sia stato fatto in funzione della ricerca storica. Sensazione confermata da una frase all’interno del sito: «lo slancio di fondo ci è sempre venuto da parte dei ricercatori stessi e dalle loro domande, orientandoci sistematicamente verso questa o quella costosa (ma fruttuosa) operazione di selezione od ordinamento (l’élan de fond nous est toujours venu de la part des chercheurs eux-mêmes et de leurs demandes, nous orientant systématiquement vers telle ou telle coûteuse (mais rentable) opération de tri ou classement)». L’ordinamento condotto su queste basi porta inevitabilmente alla rottura del vincolo logico-formale che lega tra di loro i documenti in un determinato fondo archivistico (sebbene in questo caso il danno possa essere relativo in quanto, trattandosi di un fondo di persona, la quantità delle carte permetterebbe una ricostruzione virtuale del fondo originario).
  3. La mancanza di una qualunque descrizione archivistica del materiale secondo gli standard internazionali ISAD e ISAAR.
  4. Conseguente al punto 3, la mancanza di un inventario fornito di: introduzione storico-archivistica, descrizione analitica delle unità archivistiche, bibliografia, indici, ecc. Ciò aiuterebbe anzitutto a comprendere l’articolazione interna del fondo (attualmente visualizzabile a gran fatica nel campo “Categoria” della sezione “Ricerca avanzata”) e, in secondo luogo, a capire come si è venuto formando e, soprattutto, incrementando l’archivio personale di Santa Teresina.
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