Ante faciem hominis similitudo faciei. Le fotografie. Materiale archivistico?

archivio-fotograficoNel preparare alcune lezioni di archivistica mi sono ritrovato ad analizzare il titolario-tipo per l’archivio di una curia generalizia proposto nel manuale: Consegnare la memoria dell’Associazione Archivistica Ecclesiastica, (a cura di Emanuele Boaga, Salvatore Palese e Gaetano Zito e pubblicato dalla Giunti editore). Mi ha colpito il fatto che al titolo VIII (Documentazione audiovisiva e stampa) al numero 3 si legga: Fotografie e diapositive.

Cosa c’è da intendere con questo? Che tutte le foto scattate in qualunque occasione e che riguardino eventi interni dell’Istituto debbano essere conservati in archivio al titolo VIII, numero 3? Se così fosse, è evidente che ci troviamo di fronte a una raccolta fotografica che, per quanto utile, non rientra nel materiale d’archivio.

Leggiamo a questo proposito cosa scriveva Eugenio Casanova nel suo manuale:

«A nostra conoscenza questo [gli archivi cinematografici, fotografici e grammofonici] è il più largo campo aperto sino a oggi a queste novità, né possiamo non riconoscere tutta l’utilità che esse recheranno alla cultura futura. Non neghiamo neppure che diano e daranno sempre maggior risalto alla fredda dicitura o narrazione dei documenti e gioveranno immensamente alla futura storiografia. Ma, in verità, preferiamo il sistema italiano di farne cosa separata dagli archivi: poiché non hanno alcuno dei requisiti di questi istituti, non ne hanno la multipla finalità; e s’avvicinano assai meglio alle biblioteche e ai musei che non agli archivi» (E. Casanova, Archivistica, Siena 1928, p. 251).

Anche Elio Lodolini a proposito degli archivi tematici – cui sono appunto riconducibili le raccolte fotografiche – scrive:

«Non è possibile, quindi, costituire artificialmente un archivio, come talvolta si pretende di fare senza tener conto della contraddizione in termini. Quando si usano espressioni come “archivio della letteratura” o “archivio dell’arte” o “archivio dell’architettura” si designano in realtà raccolte tematiche e come tali non riconducibili al concetto di “archivio”» (E. Lodolini, Archivistica. Principi e problemi, FrancoAngeli 2005, p. 21).

Ma quand’è allora che le fotografie possono dirsi materiale archivistico? Per rispondere a questa domanda dobbiamo ripartire, come sempre, dalla definizione di archivio:

«Insieme degli scritti di qualsiasi forma, contenuto e supporto materiale, ricevuti, redatti o comunque acquisiti da un ente (persona fisica, giuridica, associazione di fatto) nel corso della propria attività. I quali per loro natura e per il vincolo necessario che li lega sono destinati a essere conservati presso l’ente» (definizione della Scuola vaticana di paleografia, diplomatica e archivistica).

Da questa definizione risulta chiaro come le fotografie possano considerarsi materiale d’archivio soltanto quando siano parte integrante di un fascicolo che, come si sa, è l’unità minima di ogni archivio. Ad esempio, se all’Istituto viene inviato un progetto per la costruzione di un nuovo edificio, le fotografie allegate alla pratica saranno considerate a ogni diritto documenti d’archivio. Allo stesso modo le foto dei bozzetti di un dipinto del fondatore commissionato a un artista allegato al preventivo di spesa dello stesso, potranno entrare senza problemi in archivio.

In conclusione possiamo dunque dire come sia assolutamente da evitare la creazione di una sezione fotografica all’interno dell’archivio corrente di un Istituto. Tutto il materiale fotografico (così come quello audio e video) che può documentare convegni, incontri, feste, celebrazioni, ecc. può essere conservato in un’apposita sezione della biblioteca dell’Istituto (sicuramente più affine per i fini storico-culturali con cui nasce questo materiale sin dall’origine). Ovviamente, per gli stessi motivi, è da evitare la creazione di una sezione fotografica anche all’interno dell’archivio storico.

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4 risposte a Ante faciem hominis similitudo faciei. Le fotografie. Materiale archivistico?

    • foederisarca ha detto:

      Credo che sarebbe un dibattito molto interessante e sicuramente di crescita per quanto attiene alla disciplina archivistica. Il problema è dove aprire un dibattito di questo tipo 🙂 , tu hai suggerimenti in proposito?

  1. Teresa Palazzo ha detto:

    Pienamente d’accordo visto che dal 2008 mi occupo di documentare con foto e filmati tutte le manifestazioni dell’Istituto, dando spazio anche ai documenti esposti.

    • foederisarca ha detto:

      Ciao Teresa!
      Grazie per l’appoggio… fa sempre piacere.. 🙂
      Sarebbe interessante, a questo punto, sapere dove e come conservi questi materiali e, soprattutto, come affronti l’inevitabile “superamento” degli attuali sistemi di lettura… ma credo che questo aprirebbe una questione enorme… 🙂

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