De thesauro suo nova et vetera ovvero dell’importanza di un centro culturale

Benozzo Gozzoli, Sant’Agostino, affresco nella chiesa di Sant’Agostino a San Gimignano (1465)

Importanza della valorizzazione

Abbiamo visto finora come le due condizioni imprescindibili nella corretta gestione e tenuta di un archivio (quale che sia la sua fase di vita) siano: l’idonea conservazione e l’inventariazione del patrimonio documentario.

Tuttavia, un archivio correttamente conservato e inventariato, rischia di rimanere “afono” laddove non venga predisposta un’adeguata attività di valorizzazione del proprio patrimonio archivistico. La valorizzazione, infatti, porta la documentazione a “parlare”, a far “rivivere” tutte le persone e gli eventi che hanno costruito la storia dell’Istituto. Ovviamente perché questo accada sono necessari studi, approfondimenti, edizioni critiche, convegni, pubblicazioni, ecc. Una mole di attività e lavoro che può risultare immensa, soprattutto per quegli Istituti che, pur vantando una storia plurisecolare, non possono contare su un numero sufficiente di religiosi.

L’istituzione di un centro culturale (o centro studi)

A questo problema un’ottima soluzione può essere l’istituzione di un apposito centro culturale, il cui fine sia quello di studiare e promuovere la storia dell’Istituto (nei suoi diversi aspetti: sociale, spirituale, economico, ecc.) utilizzandone il patrimonio archivistico, librario e storico-artistico.

Il centro dovrà essere istituito a livello centrale con un atto del Consiglio generale e dovrà essere dotato di uno statuto che ne chiarisca la missione.

La direzione dovrà vedere coinvolti: il Superiore generale, il Vicario, lo Storico dell’Istituto, l’Archivista generale, il Bibliotecario generale e un segretario (su queste figure, e su quella dell’Archivista in particolare è in preparazione un apposito articolo). Accanto a questi dovranno essere coinvolti alcune figure di esperti che formeranno il Consiglio, il quale si occuperà di pianificare l’attività del centro definendone le attività e le linee di ricerca.

È bene sottolineare che, se si desidera che l’attività di un centro culturale sia davvero feconda e, soprattutto, continuativa, quest’ultimo dovrà portare avanti delle attività minime che possono essere così sintetizzate:

  1. Pubblicazione di un bollettino che ospiti gli studi inerenti l’Istituto;
  2. Pubblicazione delle fonti dell’Istituto (Bullarium, testi fondativi, prosopografia, ecc.);
  3. Organizzazione di almeno un convegno all’anno e pubblicazione dei relativi atti;
  4. Promozione dell’attività del centro culturale tramite gli strumenti messi a disposizione dal web (sito internet, facebook, twitter, ecc. Anche su questo si sta preparando un apposito articolo).

Questa attività comporta, ovviamente, un investimento serio e costante da parte dell’Istituto, il quale dovrà prevedere una quota annuale fissa da destinare al mantenimento delle attività minima del centro culturale. Al tempo stesso sarà anche cura del Centro cercare ulteriori finanziamenti tramite progetti, patrocini e, non meno importante, attraverso la creazione di una rete di persone che diventino finanziatori delle attività del Centro (5×1000, offerte libere, sostenitori, ecc.).

L’istituzione di centri provinciali

Soprattutto per gli Istituti a carattere internazionale, nulla vieta che vengano istituiti dei centri culturali a livello di province che possano portare avanti le linee di ricerca stabilite a livello centrale, ma adattandole alle peculiarità locali delle singole province.

Conclusioni

Riadattando così la parola evangelica, il centro culturale potrà divenire come quel padre di famiglia che dal suo scrigno (scrinium è un altro dei termini con cui si indicava l’archivio) tira fuori cose antiche e cose nuove, ossia le tracce di quel transitus Domini nel mondo di cui scriveva Paolo VI nel 1963.

Appendice

Si forniscono gli indirizzi internet di alcuni centri culturali, a carattere internazionale, da cui poter prendere spunto:

  1. Institutum Historicum Augustinianum;
  2. Centro Culturale Aracoeli;
  3. Centro Studi Storici dei Chierici Regolari di San Paolo – Barnabiti;
  4. Istituto Storico dei Frati Cappuccini.

 

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2 risposte a De thesauro suo nova et vetera ovvero dell’importanza di un centro culturale

  1. Lucido, efficace, concreto… al di là delle diversità dei nostri “ambienti” , sono sempre impressionata Emanuele dalla tua chiarezza e dalla tua finezza di sguardo e di intenti :).

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